IL PRETE HA FATTO PROBLEMI PER LA MUSICA?

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Sia chiaro non vogliamo aprire un dibattito, vogliamo solo mettere in chiaro una realtà che ESISTE, la analizzeremo senza commentare o esprimere pareri in merito, il nostro lavoro consiste fondamentalmente nel far COINCIDERE il più possibile le esigenze e i gusti degli sposi con la disponibilità del prete. Questo sembra essere nei fatti il loro primo ostacolo quando si recano a dare la felice notizia al parroco della chiesa dove hanno deciso di sposarsi.

Nel contesto dell’organizzazione di un matrimonio in chiesa, è inevitabile affrontare la delicata questione della musica durante la cerimonia. Tuttavia, prima di intraprendere qualsiasi discussione, è importante riconoscere e rispettare la realtà esistente senza entrare in polemiche. Il nostro obiettivo è quello di bilanciare al meglio le esigenze e i gusti degli sposi con le disposizioni del sacerdote, creando un’atmosfera armoniosa e significativa per l’evento.

Spesso ci troviamo di fronte a diversi limiti e interrogativi da parte del parroco, tra cui:

  • La composizione del gruppo musicale
  • Il repertorio da eseguire
  • Le restrizioni sulla musica non sacra
  • Le limitazioni sugli strumenti musicali e i cantanti esterni

In questi casi, la nostra esperienza ci permette di affrontare con tranquillità e professionalità ogni situazione, rassicurando il sacerdote sulla qualità e la pertinenza della nostra proposta musicale. Tuttavia, non possiamo negare che a volte possano sorgere delle difficoltà, e in questi casi è importante essere preparati e pronti a gestire la situazione con diplomazia e rispetto.

Quando ci troviamo di fronte a parroci più rigidi o insistenti su determinate restrizioni, è fondamentale mantenere la calma e valutare attentamente le nostre opzioni. Sebbene possa sembrare una sfida, è importante ricordare che la scelta finale spetta agli sposi e che è nostro compito supportarli e guidarli nel processo decisionale.

Inoltre, durante la fase di selezione del repertorio musicale, è possibile che si verifichino delle discrepanze con le preferenze della curia. In questi casi, il nostro ruolo di mediatori diventa fondamentale per trovare un compromesso soddisfacente per entrambe le parti. Anche se alcune composizioni possono essere considerate inadatte per la cerimonia, è importante esplorare tutte le possibilità e trovare soluzioni creative per garantire un’esperienza musicale significativa e memorabile per gli sposi.

Una volta superato il primo ostacolo non ti resta che scegliere le musiche e sottoporle al giudizio finale della curia che, in certi casi, potrebbe suggerire di eliminare alcune composizioni ritenute NON adatte ed è qui che entra in gioco il nostro lavoro di intermediazione, vero è che alcuni brani profani non potrebbero essere suonati ma… c’è quasi sempre un modo di convincere anche i preti più restii, ma questo è un piccolo dettaglio/segreto che non possiamo spiegarti qui. 

Cerchiamo di capire adesso il motivo per cui alcune composizioni ritenute dei GRANDI CLASSICI tra i più noti e richiesti invece non vengono permessi, iniziamo dalla storia:  

Sono sempre di più i prelati, nel nostro Paese, che rifiutano di far eseguire musica non sacra durante le cerimonie liturgiche. Spesso, a cadere sotto la mannaia dei parroci sono proprio alcuni di quei motivi che ogni ragazza sogna di ascoltare nel giorno delle sue nozze, a cominciare dall’Ave Maria di Gounod, che Albano avrebbe voluto cantare durante il matrimonio del suo amico Michele Placido.

I vescovi ed i parroci vietano sia l’Ave Maria di Gounod che quella di Schubert. Quest’ultimo, ad esempio, è un brano “profano” e non religioso”, nel quale gli autori, il compositore Schubert e l’autore delle musiche Schelling non parlano affatto della Madonna. Analizziamo i brani: Franz Schubert compose l’Opus 52, un gruppo di sette canzoni tratte dal poema epico “La donna del lago” dello scrittore scozzese Walter Scott. Nessuna storia di amanti o altre situazioni scabrose che a volte vengono addotte come motivo del rifiuto verso questo brano; è invece l’invocazione di una ragazza per la salvezza di suo padre.” Già, perché sull’Ave Maria di Schubert aleggia anche una “leggenda nera”: cioè che l’autore abbia scritto il brano mentre si struggeva tra pene d’amore per una prostituta che era divenuta la sua amante

Il “Compendio di Liturgia Pratica” di Ludovico Trimeloni, autorizzato da papa Benedetto XVI, spiega che “la musica religiosa ha contenuto e scopo religioso e pio, ma con uno stile più libero, privo di quella gravità che contraddistingue e impronta la musica sacra. Quindi è assolutamente esclusa dalle funzioni liturgiche. Qui facciamo dolorosamente notare come ci sia la tendenza a eseguire in chiesa musica profana e anche teatrale, soprattutto per la messa degli sposi”. Tra i testi “vietati” Trimeloni cita anche le marce nuziali di Mendelssohn e Wagner, oltre ai notturni di Chopin. Secondo alcuni autori, addirittura il Panis Angelicus di Frank e l’Agnus Dei di Bizet sarebbero da evitare, ma questi li suoniamo sempre senza problemi.

Noi possiamo raccontarvi la nostra esperienza: Negli anni ci hanno chiesto di suonare di tutto durante i matrimoni, da Andrea Bocelli ad Eros Ramazzotti fino ad Antonello Venditti e addirittura i Led Zeppelin!!. abbiamo trovato alcuni preti che ci hanno permesso di suonarle, altri un pò meno ma la cosa più importante è trovare un buon compromesso ed affidandovi a professionisti sicuramente sarà tutto molto più facile. 

Potreste trovare interessante dare un’occhiata ad una lista di brani approvata dalla curia Vescovile del Duomo di Acireale (tra le più restrittive in assoluto): 

clicca qui per visualizzare la scheda

Nonostante le sfide e le restrizioni, la nostra esperienza ci ha dimostrato che è possibile creare una cerimonia musicale unica e coinvolgente, che rispecchi appieno lo spirito e le emozioni degli sposi. Grazie alla nostra dedizione e al nostro impegno, siamo in grado di superare ogni ostacolo e offrire un servizio musicale di alta qualità che renda davvero speciale il giorno del matrimonio.

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